Un torneo messaggero di pace

È nato prima della Champions League e di tutte le altre competizioni calcistiche europee per club. Ma al di là dell’anzianità di servizio la Coppa Carnevale, poi Viareggio Cup ma per tutti il Torneo di Viareggio ha da sempre rappresentato un momento d’incontro tra ragazzi di culture ed etnie diverse anche quando la libertà di potersi muovere in giro per l’Europa non era privilegio di tutti.

Il Centro Giovani Calciatori Viareggio nasce nel novembre del 1947. La missione dei suoi dirigenti è quella di riuscire a portare a Viareggio squadre giovanili in arrivo da tutto il Vecchio Continente. Un’ impresa difficile ma che il presidente Torquato Bresciani ed i suoi collaboratori riescono a portare a termine fino dalle prime edizioni. Mettendo da parte il “guai ai vinti” e l’antipatia (eufemismo) che in Versilia cova ancora sotto la cenere nei confronti dei tedeschi nel 1952 viene invitata a partecipare alla quarta edizione del torneo una squadra tedesca, il Monaco 1860. È una delle prime uscite postbelliche di una squadra della Germania che è stata esclusa sia dalle Olimpiadi del 1948 che dai Mondiali di calcio del 1950.

Sempre negli anni Cinquanta si assiste all’arrivo di squadre che provengono da Jugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia, Romania ed Ungheria. La forza del Torneo di Viareggio ha saputo bucare anche la “Cortina di Ferro”. Negli anni Sessanta si affacciano al torneo i russi ma è sul finire degli anni Settanta che i dirigenti del Centro Giovani Calciatori mettono a segno il colpo che avrà un grande risalto mediatico. Al torneo del 1978 partecipa infatti una rappresentativa proveniente da Pechino: è la prima volta che una squadra cinese disputa una partita in Europa.

All’inizio degli anni Ottanta tocca poi all’Africa irrompere sul proscenio del torneo. A fare da apripista è una squadra che arriva da Algeri. Molti sostengono che questa presenza non avrà seguito ed invece negli anni a seguire, fino a giorni nostri, le formazioni africane saranno costantemente presenti arrivando anche a scrivere pagine importanti nella storia della manifestazione. Come le formazioni nigeriane dell’Alex Trasfiguration (finalista nel 2022) e soprattutto quella del Beyond Limits che nell’edizione del 2024 batte in finale una formazione della Repubblica del Congo, il Centre National di Brazzaville guidato in panchina l’italiano Fabrizio Cesana.

Ma gli episodi che anche nel nuovo Secolo hanno fatto conoscere nel mondo la missione di messaggero di pace del Torneo di Viareggio sono due. Il primo è datato 2002 ed il torneo va in scena pochi mesi dopo la strage delle Torri Gemelle. C’è tensione nel mondo, ma i dirigenti del Centro Giovani Calciatori con un estremo atto di coraggio presentano ai nastri di partenza della 54^ edizione una squadra statunitense proveniente da New York, una israeliana, il Maccabi Haifa nella quale giocano tre ragazzi arabi, ed una rappresentativa proveniente dalla Palestina, l’Arab Jerusalem formata da venti ragazzi che finalmente possono giocare a calcio in serenità. Le tre squadre vivono l’esperienza al torneo sotto scorta ma il 28 febbraio, in occasione della cerimonia d’apertura, sfilano sulla pista dello stadio dei Pini a distanza di pochi metri una dall’altra.

Il secondo episodio è più recente. Siamo nel 2023 nel pieno del conflitto tra Russia e Ucraina ed il torneo torna a far parlare di sé per vicende extra calcistiche. Nella formazione spagnola dello Jovenes Promesas ci sono un ragazzo russo e uno ucraino. Sono molto amici sostengono i dirigenti iberici e quel pomeriggio del 23 marzo sul prato del campo “Martini” di Viareggio gli scatti dei fotografi sono tutti per quei due giovani che si abbracciano sorridenti.   

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